|
|
|
| : |
Scampata tragedia |
| : |
Administrator Account |
| : |
11/2/2006 |
| : |
29/10/2006 Ore 15:30 circa. Era un soleggiato pomeriggio di domeinica. Mi trovavo su una notissima secca del Lazio, in compagnia del mio fido compagno di pesca Andrea, del suo gommone e di un altro amico che faceva da "barcarolo". A poche ceninaia di metri vi erano i gommoni di altri due amici, ciascuno composto da due persone. Avevamo ancorato da poco meno di venti minuti ed eravamo entrati in acqua accompagnati ciascuna dalla nostra boa segnasub, non prima però di aver issato sul mezzo nautico la relativa bandiera rossa a striscia diagonale bianca, così da segnalare ulteriormente la nostra presenza in acqua. Andrea ed io stavamo eseguendo una serie di planate a pochi metri dal fondo, cercando di capire la possibile presenza ed allocazione di pesci in quella zona. Approfittando di una discreta visibilità e di una corrente non troppo sostenuta, riuscivamo a controllare abbatanza rapidamente e meticolosamente il tratto di fondale che ci aveva attirato. Andrea decideva di risalire sul gommone, affranto per aver trovato solo pescetti inferiori ai 400 grammi e quindi non pescabili (altrimenti che spirito di selezione avremmo noi pescatori in apnea?). Venivo attratto da una zona di "grotto" (formazione coralligena tipica delle coste laziali) che si alzava di qualche metro dal fondo, staccandosi nettamente dalla "fungaia" (fondale di grotto composto da un susseguirsi più o meno esteso di escrescenze simili a funghi, ma sempre di grotto)circostante. In questa zonetta si formano bei canaloni e pasaggi interessanti per i pesci. Dopo una lunga planata mi posizionavo all'aspetto in una porzione di fondale che mi incuriosiva particolarmente. L'apnea iniziava a volgere al termine e saggiamente risalivo in superfgicie. L'idea era quella ridiscendere e cercare fra i tagli del fondo qualche sparide di peso decente. I metri iniziavano a diminuire e la luce del sole si faceva sempre più intensa, a breve avrei ricominciato a respirare, ma di autonomia ne avevo ancora abbondantemente e quindi mi concentravo serenamente sulla tattica che avrei seguito al tuffo successivo. L'incanto del momento veniva spezzato in un secondo.. |
| |
|
Cancel
|
|
|
|
|